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Donatello e Michelozzo, Teste virili. Firenze, Museo dell’Opera del Duomo

La Cantoria di Donatello oggi presso il Museo dell’Opera del Duomo, è stata molto studiata per la parte lapidea non altrettanto per le due teste in bronzo, la cui iconografia rimane ancora incerta così come l'attribuzione, anche se la testa di sinistra è concordemente attribuita a Donatello e quella di destra a Michelozzo.  Il modellato della prima risulta più libero e incisivo nella resa dei particolari fisiognomici; le narici e la bocca sono aperte e i numerosi riccioli sono sparsi in modo casuale. L'altra testa è più composta e contenuta, il modellato è semplificato, più morbido ma debole, risultano invece più definite le sopracciglia e i riccioli della barba.

L'ampia e approfondita campagna diagnostica ha individuato alcuni aspetti della tecnologia, chiarito le cause delle alterazioni e fornito indicazioni sulla la metodologia dell'intervento.

I due manufatti sono stati fusi con la tecnica della cera persa e con utilizzo della stessa lega poiché le analisi effettuate riportano dati estremamente sovrapponibili per la composizione dei campioni di entrambe le teste; sembra anche che possa trattarsi di una stessa fusione, dato che le corrispondenze di composizione riguardano anche le impurezze.

In un primo momento si era ipotizzato che la testa destra, attribuita a Michelozzo, fosse il calco dell'altra, anche se poi diversamente modellata, ma da prove tecniche, misure e proporzioni sembra più probabile che i due artisti si siano ispirati entrambi a uno stesso modello antico e che lo abbiano rappresentato in modo diverso.

In origine le due teste erano interamente dorate, con la tecnica di doratura ad amalgama, come risulta dalle indagini, dato compatibile con la loro collocazione e il ricco contesto polimaterico e cromatico nel quale sono inserite.

In un momento imprecisabile la doratura è stata eliminata, abradendo la superficie con spazzole e raschietti, come si può desumere da alcuni segni osservati allo stereomicroscopio. È possibile poi che la superficie sia stata trattata con sostanze acide e successivamente patinata con una sostanza scura di notevole spessore costituita da oli-cere e pigmenti che si è tenacemente adesa al bronzo.

Sebbene non sia possibile ricostruire con chiarezza gli spostamenti, le diverse collocazioni e le eventuali manutenzioni o restauri subiti dai due manufatti bronzei, il loro stato di conservazione era piuttosto complesso e fortemente differenziato tra l'una e l'altra testa.

La superficie di ambedue si presentava offuscata da prodotti di natura eterogenea e di spessore differenziato. Le stratificazioni costituite da alterazioni e da prodotti di manutenzione erano di tale spessore da occludere i particolari del modellato.

Le operazioni di pulitura, decisamente complesse, sono state condotte con tecniche innovative e variate in base alla diversificazione dello stato di conservazione dei due manufatti e delle varie zone di questi. L'utilizzo di metodologie chimiche fisiche e meccaniche quali gel a varia composizione e densità, ablazione laser e a ultrasuoni supportato dal monitoraggio scientifico ha permesso un intervento controllato anche per quanto riguarda la sicurezza degli operatori.

Il risultato di questo restauro permette una migliore lettura delle due opere e, principalmente su quella di Donatello, ha consentito il recupero di numerosi frammenti di doratura che suggeriscono lo splendore originario di questi capolavori il cui studio verrà presto pubblicato.

Restauro: giugno 2008 - marzo 2013
Soprintendenti 2008-2013: Bruno Santi, Isabella Lapi Ballerini, Marco Ciatti
Direzione storico-artistica del restauro: Annamaria Giusti, Bruno Santi, Maria Donata Mazzoni
Restauratori: Stefania Agnoletti, Annalena Brini
Indagini scientifiche: Andrea Cagnini, Simone Porcinai (Laboratorio Scientifico dell'Opificio Pietre Dure), Marcello Miccio (Soprintendenza Archeologica della Toscana), Umberto Casellato (CNR, ICS, IENI Università di Padova), Maria  Perla Colombini (Dipartimento di Chimica Università di Pisa), Pier Andrea Mandò ( Dipartimento di fisica Università di Firenze)
Documentazione fotografica: Marco Brancatelli (Laboratorio di Fisica dell'Opificio diretto da Alfredo Adrovandi)

Teste virili donatello_cantoria [005]Teste virili  02Testa Virile attribuita a Donatello - prima del restauroTesta Virile attribuita a Donatello - pagliuzza d'oro sui baffiTesta Virile attribuita a Donatello - .Ingrandimento della particolare superficie presente su tutta l'opera