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Archivio storico

Il personale nel cortile dell'Opificio in un immagine di fine Ottocento

Il materiale archivistico rimasto presso l’Opificio si compone di due fondi distinti:

il fondo più antico è formato da una serie di filze manoscritte, che documentano la produzione artistica dell’Opificio nella sua attività di laboratorio specializzato nella lavorazione delle pietre dure. Esso abbraccia un arco cronologico di circa un secolo che va continuativamente dalla fine del XVIII secolo alla estinzione del Granducato di Toscana (1859), con successive integrazioni fino alla fine del XIX secolo;

il fondo più recente, formato da testi manoscritti e dattiloscritti e da documentazione fotografica, è relativo all’attività di restauro iniziata dall’Opificio negli anni ’80 del XIX secolo.

Il materiale documentario è conservato esaurientemente fino alla seconda guerra mondiale e, con notevoli lacune, fino alla nuova configurazione dell’Istituto, determinatasi nel 1975.

Orario:
Giovedì dalle ore 9.00 alle 13.00 (previa prenotazione inviando e-mail all'indirizzo opd.archivio@beniculturali.it)

Accesso:
Aperto agli studiosi, restauratori, studenti universitari e delle scuole di restauro. Agli studenti è richiesta una lettera di presentazione della facoltà o della scuola frequentata.

In base al DL 105/2021, a partire dal 6 agosto 2021 l'accesso all'Archivio è consentito solo con Green Pass.

Regolamento di accesso alla sala di studio dell’Archivio dell’Opificio delle Pietre Dure 


Direttore
Stefania Giordano, Funzionario Archivista di Stato