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Terza edizione del premio Invito a Palazzo assegnato dall'Associazione Bancaria Italiana all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

08/06/2009

Firenze

Edizione 2009 del premio Invito a Palazzo, che per il terzo anno consecutivo assegna il riconoscimento al miglior diplomato restauratore della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Grazie al premio sarà restaurato un prezioso stipo del Seicento in commesso di pietre dure, appartenuto alle collezioni medicee, conservato nel museo di Palazzo Vecchio a Firenze. Si tratta di uno dei rari esempi di stipi medicei arrivati fino a noi, di cui conosciamo l’autore, ovvero il più importante maestro ebanista dell’epoca, il fiammingo Leonard Van der Vinne, detto appunto il “Tarsia”, che operò a Firenze tra 1659 e il 1713.

Il premio Invito a Palazzo che consiste in una somma di denaro ed una medaglia in argento con l’Arco degli Argentari, simbolo dei banchieri dell’antica Roma, sarà consegnato dall’ABI durante una cerimonia aperto al pubblico che si terrà martedì 16 giugno 2009, dalle ore 11.30, nel Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio. Interverranno tra gli altri Mario Lolli Ghetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, Cristina Acidini, soprintendente del Polo Museale Fiorentino, Isabella Lapi Ballerini, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, Elena Pianea direttore dei musei civici fiorentini e Guido Palamenghi Crispi, responsabile relazioni culturali ABI.

“Il Premio all'Opificio delle Pietre Dure – ha detto il Presidente dell’Abi, Corrado Faissola - vuol essere un sostegno ai giovani che si apprestano ad intraprendere questa professione antica e di grande valore, oltre che una testimonianza concreta dell’attenzione e della sensibilità del settore bancario per l’arte e la cultura. Un’attenzione – ha aggiunto Faissola - che affonda le radici nella grande tradizione del mecenatismo bancario e che ancora oggi rivive attraverso l’impegno delle banche per recuperare, salvaguardare e tutelare il grande patrimonio artistico e culturale italiano". Con questo obiettivo, ogni anno le banche italiane investono oltre 300 milioni di euro sia per proteggere e valorizzare le loro collezioni, palazzi e arredi, sia per sostenere importanti manifestazioni culturali promosse da Istituzioni ed enti pubblici.

Nella prima edizione, il premio è stato assegnato al miglior diplomato dell’Opificio delle Pietre Dure per il restauro della “coperta di Usella”, un antico tessuto del XIV secolo, conservato al Museo Nazionale del Bargello; nel 2008 per il restauro di un’inedita terracotta policroma del XV secolo raffigurante Santa Caterina da Siena.

Come altri arredi artistici di proprietà delle Gallerie Fiorentine, passati in deposito al Comune di Firenze nel 1871, questo stipo, conservato nella sala di Ercole, si trovava originariamente nella Villa del Poggio Imperiale. Il prezioso mobile sarà adesso restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dalle cui maestranze fu costruito e finemente decorato circa tre secoli fa, quando era ancora la “Galleria dei Lavori”, con sede nel complesso degli Uffizi. In precedenza l’Opificio aveva restaurato 2 altri stipi in commesso di pietre dure del Museo di Palazzo Vecchio, sempre provenienti delle collezioni medicee: quello con la famosa veduta della Villa della Petraia, appartenuto a Don Lorenzo de’ Medici - il più antico degli “studioli” con decorazioni di pietre dure rimaste nella raccolte fiorentine – e l’altro con soggetti mitologici proveniente dalla villa di Poggio Imperiale.

Lo stipo che sarà oggi restaurato (stipo con uccelli, fiori e composizioni di frutta) è composto da 19 formelle in pietre dure dove sono raffigurati, in un gioco cromatico uccelli, fiori, frutta. L’armonia degli intarsi è completata dai tralci di fiori in madreperla e legni policromi che incorniciano le predelle. In questo stipo si realizza una perfetta sintesi tra la tradizione decorativa dell’Opificio, con il tema floreale di pietre dure famoso a Firenze, e la novità dell’epoca: le “tarsie” lignee. Proprio queste ultime, eseguite con essenze pregiate, avorio e madreperla, rappresentano la sigla distintiva del più importante maestro ebanista dell’epoca, il fiammingo Leonard Van der Vinne, detto appunto il “Tarsia”. In totale il Museo di Palazzo Vecchio conserva 6 stipi medici di cui 4 in commesso di pietre dure e 2 in tartaruga.

Il premio Invito a Palazzo, istituito nel 2007, prende il nome dall’omonima manifestazione dell’ABI, la giornata nazionale di apertura al pubblico dei Palazzi delle banche italiane, che si tiene ogni anno a partire dal 2002. Nelle sette edizioni di Invito a Palazzo hanno partecipato alla manifestazione circa 600.000visitatori, mentre sono state 85 le banche che hanno preso parte all’iniziativa, rendendo possibile la visita di ben 183 palazzi e collezioni d’arte in 100 città diffuse su tutto il territorio nazionale. La manifestazione e il premio Invito a Palazzo stanno diventando il fiore all’occhiello dell’impegno e dell’intensa attività dell’intero settore bancario italiano nel campo dell’arte e della cultura.

Quest’anno Invito a Palazzo si svolgerà sabato 3 0ttobre 2009

Martedì 16 giugno 2009, ore 11.30, Salone de’ Dugento, Palazzo Vecchio

Cerimonia di consegna del Premio Invito a Palazzo

organizzata in collaborazione con Servizio Musei del Comune di Firenze

 

 

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