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G. B. Foggini, Quattro Pannelli bronzei, Goa (India), Chiesa del Buon Gesù

Nella Chiesa del Buon Gesù (1594) a Goa si trova il cenotafio di San Francesco Saverio (Spagna, 1506- Cina, 1552) realizzato fra il 1624 e il 1637 dopo la canonizzazione del santo, avvenuta nel 1622. Cosimo III de’ Medici, grande collezionista di reliquie, sulla scorta dell’acquisizione del cuscino del santo offri’ vari elementi del monumento fra cui quattro pannelli in bronzo, realizzati da Giovan Battista Foggini fra il 1697 e il 1698. L’ insieme costituisce un prezioso supporto per l’urna in argento contenente le spoglie del santo. Il monumento, complessivamente alto 6 metri ca., è collocato al centro della cappella, completata nel 1659 ed arricchita da decorazioni lignee, un tempo dorate, e da dipinti.

Partendo dal lato rivolto verso la navata della Chiesa i quattro pannelli bronzei rappresentano, in senso antiorario, San Francesco che predica ai selvaggi delle Molucche, San Francesco che battezza gli uomini delle Molucche, San Francesco che sfugge alla persecuzione e la Morte del Santo.

Le grandi formelle hanno un’altezza compresa fra i 75 e i 77 cm, il fronte e il retro una lunghezza di 157 cm ca. e i due laterali di 134 cm ca. Il monumento presenta altri quattro elementi in bronzo, costituiti da cartigli che contengono lastre di alabastro lavorate.

L’Opificio si era già recato nella chiesa per il restauro di alcuni elementi lapidei del monumento nel 1998 (cfr. A. Giusti, Ritorno in India: di nuovo l’ Opificio e il mausoleo di San Francesco Saverio a Goa, in “OPD Restauro”, n.11,1999, pp.278-289). Nel 2018 è stato effettuato un nuovo sopralluogo finalizzato alla valutazione dello stato di conservazione delle parti realizzate in bronzo e in argento. A questo è seguito un cantiere di tre settimane nel Marzo 2019, con gli studenti della Safs PFP4, accompagnati da tre docenti.

L’intervento ha comportato la manutenzione straordinaria dei quattro pannelli bronzei. Ha presentato notevoli complessità sia dal punto di vista organizzativo che per la gestione dei problemi conservativi presenti, dovuti a trattamenti pregressi di manutenzione e alle peculiari variazioni termoigrometriche conseguenti alla complessa situazione climatica locale.

I pannelli risultavano coperti da consistenti strati di prodotti di deposito, presentavano uno stato di conservazione molto disomogeneo per la presenza di protettivi di varia natura, fra cui spesse stesure di vernice, sostanze presumibilmente cerose, alterazioni di colore verde e disomogeneità derivanti da precedenti interventi di pulitura effettuati anche con sostanze piuttosto abrasive.

All’intervento conservativo si è accompagnata una estesa documentazione fotografica considerando la scarsa documentazione esistente di tali manufatti, un lavaggio delle superfici con ausilio di vapore per rimuovere i depositi meno coesi, miscele di solventi per indebolire i depositi di vernici e cere e una pulitura meccanica effettuata con strumenti di vario genere, in modo da raggiungere anche le zone meno accessibili, considerando i complessi aggetti del modellato.

L’intervento si è concluso con l’applicazione del protettivo costituito da cera microcristallina.

Intervento: marzo 2019
Soprintendente: Marco Ciatti
Direzione storico-artistiche del restauro: Laura Speranza
Restauratori: Stefania Agnoletti, Maria Baruffetti (OPD), Merj Nesi (AUReA)
Allievi SAFS PFP4 in corso (Anita Bressan, Simone Di Virgilio, Caterina Donati, Roberta Mangiola, Giovanni Rotondi)
Indagini scientifiche: Andrea Cagnini, Monica Galeotti, Simone Porcinai (Laboratorio Scientifico dell'OPD)
Documentazione fotografica: a cura dei restauratori