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Crocifissione con figure

Crocifissione con figure
Date Restauro: 2008-2009
G.R. 12464
Manifattura: Bruxelles
Epoca: ca.1520
Materiali: lana e seta
Misure: 143x205 cm
Provenienza: Musei di San Domenico, Pinacoteca Civica, Forlì

Direzione lavori: Clarice Innocenti
Direzione tecnica: Gianna Bacci
Restauratori: Viola Ceppetelli (allieva SAFS-OPD) sotto l’assistenza alla docenza di Laura Bertuzzi

Indagini scientifiche: Isetta Tosini (Laboratorio scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure), Ilaria Degano (Università degli Studi di Pisa, Dipartimento di chimica e chimica industriale), Bruno radicati (CNR-IFAC), Annette Keller

La Crocifissione con figure è un arazzo del XVI secolo di manifattura bruxellese in stile Pre-Renaissance, commissionato in una data antecedente il 1525, dalla nobile famiglia forlivese Teodoli.

L’opera risulta estremamente curata in ogni dettaglio: grazie ad una altissima riduzione dell’intreccio, sia le figure in primo piano che quelle sullo sfondo sono estremamente raffinate.

Il panno è caratterizzato da una tessitura elegante e da un tratto grafico delicato di gusto cortese, riscontrabile in particolare nella raffigurazione degli abiti e dei gioielli. I volti dei personaggi e le mani, presentano ritocchi di colore grigio scuro che aggiungono profondità e aumentano la definizione del dettaglio chiaroscurale. La preziosità e la qualità della tessitura fanno supporre che sia stato realizzato da un arazziere di grande maestria.

Nonostante la piena leggibilità dell’opera, erano presenti numerose tipologie di degrado, riconducibili sia allo stato di conservazione dei materiali costitutivi, sia alla particolare tecnica esecutiva. Macchie di varia entità erano sparse in modo eterogeneo su tutta la superficie. Una vasta zona lacunosa incideva su tutto il perimetro esterno tanto da renderlo frammentario ed era la causa di un’evidente perdita delle capacità strutturali della cimosa. La parte centrale dell’arazzo, appariva sostanzialmente in buone condizioni sia da un punto di vista estetico che strutturale: non erano, infatti, presenti nella zona figurata grandi lacune che rendessero difficile la lettura dell’opera.

L’opera, oggetto di un intervento di tesi, è stata analizzata attraverso numerose indagini, condotte prima e durante l’intervento, che hanno permesso di ottenere informazioni interessanti riguardanti la materia costitutiva e i coloranti originali impiegati.

L’intervento ha previsto lo smontaggio dell’opera dal telaio ligneo, la spolveratura e la rimessa in forma delle deformazioni. Lo studio dei materiali costitutivi ha permesso di procedere con una pulitura mirata, costituita da più fasi, dalla spolveratura alla pulitura delle macchie fino all’intervento per immersione, opportunamente progettato per adeguarlo allo stato di conservazione e alla tecnica esecutiva del panno.

Per il consolidamento è stato elaborato un  intervento di restauro misto e sperimentale dove il metodo integrativo e quello conservativo convivono: la parte scenica dell’arazzo ha subìto un restauro di natura integrativa in linea con i principi di minimo intervento adottati nel Laboratorio; le cimose e gli angoli sono stati, invece, consolidati  fissando l’arazzo ad un tessuto di supporto, affine per tipologia di armatura e riduzione all’originale, che ha fornito anche la necessaria “chiusura ottica”, ristabilendo un confine cromatico.