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Corpus di disegni di Francesco Hayez

L’intero corpus di disegni, donato dagli eredi di Hayez all’Accademia di Brera, si presenta diviso fra tre taccuini autografi, due cartelle tematiche e due album in cui, dopo la morte dell’artista, disegni sciolti e spesso malamente ritagliati, sono stati incollati, per un totale di circa novecento pezzi.

Le tecniche sono varie (acquerelli, grafite, matita nera, carboncino) come anche le colorazioni dei fogli e i tipi di carte usate dall’artista. Tra queste, per complessità di intervento, interesse tecnico e notorietà del soggetto, spiccano i disegni su carta traslucida del celeberrimo Bacio.

Lo stato di conservazione dei disegni appare compromesso dal montaggio inadeguato e incurante della delicatezza delle tecniche grafiche. I fogli, quasi tutti disegnati sai sul recto che sul verso, sono applicati ai volumi tramite graffette metalliche che hanno macchiato e rotto la carta; presentano inoltre vari danni, soprattutto macchie di colle e nastri adesivi, lacune, strappi, timbri di inventariazione a inchiostro.

L’ingente numero dei disegni, il loro valore storico-artistico e museografico, hanno determinato la progettazione di un intervento a più livelli, schematizzabile in fasi ben distinte:

  • la documentazione sistematica su supporto informatico di tutti i disegni prima e dopo il restauro. Tale documentazione potrà servire anche da primo livello di accesso al corpus, consentendo così all’ente proprietario di riservare la fruizione diretta solo a specifici interessi di studio.
  • la creazione di un database che contenga tutte le informazioni relative alla tecnica di esecuzione e ai materiali e agli interventi conservativi messi in atto per ogni singolo disegno.
  • il restauro dei singoli disegni
  • il loro montaggio in passe-partout
  • il restauro dei taccuini autografi
  • la messa a punto di una sistemazione conservativa omogenea che possa garantire una consultazione il più possibile scevra da rischi conservativi e, ove necessario, l’esposizione delle opere

Un primo taccuino autografo, già restaurato, è stato esposto alla mostra "Giuseppe Molteni (1800-1867) e il ritratto nella Milano romantica. Pittura, restauro, collezionismo e tutela" presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano, dal 28 ottobre 2000 al 28 gennaio 2001.

 


Direzione del restauro
Cecilia Frosinini

Restauro
Simona Calza, Rachele Cardaropoli, Letizia Montalbano, Michela Piccolo;
con la collaborazione di Maurizio Michelozzi e delle allieve della scuola

Documentazione su supporto informatico
Roberto Bellucci e Simona Calza

Restauro della legatura del primo taccuino
Laboratorio di restauro della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze