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Piano in scagliola policroma con pappagallo e girali floreali

Oggetto: piano in scagliola su gambe lignee a lira
Autore: non noto
Epoca: fine XVII – prima metà XVIII secolo
Materiali: Piano in scagliola policroma (impasto di gesso, colla e pigmenti; malta; canniccio; telaio ligneo); cornice in noce; gambe lignee a lira (tipologia denominata fratina)
Misure (HxL): 79x147 cm
Provenienza: Collezione di Vincenzo Funghini
Collocazione: Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate di Arezzo
Riferimento archivio restauri: GR 13913

Il piano di tavolo in scagliola policroma, databile tra la fine del XVII e la prima metà del XVIII, presenta una decorazione, su fondo nero, costituita da un’ampia fascia perimetrale entro cui si sviluppano motivi fitomorfici e floreali, ed uno spazio centrale occupato da un pappagallo su un ramo di albicocco, affiancato da due decorazioni speculari con elementi fitomorfici e ciliegie.

Proveniente dalla collezione dell’aretino Vincenzo Funghini, dopo la morte della moglie di quest’ultimo nel 1933, il tavolo venne trasferito presso il Museo Archeologico di Arezzo.

L’intervento di restauro sul piano, che si presentava in pessimo stato conservativo, è stato elaborato nell’ambito del lavoro di tesi di un’allieva della SAFS/PFP1, secondo una metodologia volta a salvaguardare tutti i materiali costitutivi dell’opera (A. Trinchetti, Studio e restauro di un piano di tavolo in scagliola del XVIII secolo proveniente dal Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate di Arezzo, relatori: L. Rocchi, A. Cagnini, R. Gennaioli, S. Porcinai, A.A. 2018 – 2019).

Il restauro vero e proprio è stato preceduto da una campagna diagnostica necessaria per la piena comprensione della tecnica esecutiva e dei materiali costitutivi, oltre che del suo stato conservativo.

Il piano mostrava numerose lacune di varia entità, alcune delle quali integrate in precedenti restauri, diffusi segni di sfregamento, graffi, fratture, macchie; inoltre la leggibilità della decorazione risultava alterata da estese operazioni di spianatura probabilmente ripetute nei secoli.

Dopo le operazioni preliminari di pulitura, la rimozione delle stuccature di restauro presenti sulla superficie ha portato maggiormente in luce il grave degrado della struttura di supporto.

Effettuate le operazioni di adesione delle parti distaccate e di consolidamento delle parti decoese, si è proceduto al capovolgimento del piano, dopo averlo messo in sicurezza inserendolo in una cassa di contenimento e proteggendo il fronte con uno strato di gomma siliconica.

È stato così possibile intervenire sul lato tergale, con la pulitura, il trattamento antitarlo, il consolidamento e l’incollaggio della struttura lignea, oltre che con la pulitura, l’adesione delle parti distaccate, il consolidamento e la stuccatura della malta di supporto visibile dal retro.

Successivamente, capovolto nuovamente il piano, è potuto proseguire l’intervento di pulitura sul lato frontale. Dopo aver effettuato la stuccatura delle lacune, con impasti compatibili con i materiali originali, è stato approntato l’intervento di reintegrazione pittorica, con la tecnica della selezione cromatica, attualmente in via di completamento.

Bibliografia:

M. Gatto, A. Trinchetti, F. Toso, Intervento su un piano di tavolo in scagliola del XVIII secolo proveniente dal Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate di Arezzo, in “OPD Restauro”, 32/2020 (in corso di stampa)