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Brocchetta in cristallo di rocca

Oggetto: brocchetta
Autore: arte fatimida
Epoca: inizio XI secolo
Materiali: cristallo di rocca con montatura in oro e smalti
Misure: h 15,5 cm.
Collocazione: Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi
Riferimento archivio restauri: GR 11154
Durata restauro: 2004-2005

La brocchetta è un prezioso esemplare della celebre manifattura fiorita in Egitto tra X e XI secolo, e fa parte di un gruppo di sei manufatti dalla simile tipologia assai studiato negli ultimi anni. Intagliata in un unico blocco di cristallo di rocca, rivela una straordinaria raffinatezza esecutiva, soprattutto considerando che la sua forma chiusa, determinata dal marcato restringimento del collo, deve aver reso particolarmente complesse le operazioni di svuotamento. In origine non doveva possedere alcuna montatura metallica: quella in oro e smalti presente sul beccuccio fu probabilmente realizzata quando l’opera entrò a far parte delle collezioni medicee, forse già dalla fine del XV secolo.

Incorsa in un incidente che nel 1998 ne ha provocato la rottura in numerosi frammenti, al suo arrivo in laboratorio si presentava ridotta in più di 80 pezzi, mentre la montatura metallica, saltata via dal beccuccio, mostrava su un lato una evidente deformazione e la perdita parziale degli smalti oltre che di due elementi della dentellatura. Il progetto e l’esecuzione del complesso intervento sono stati affrontati nell’ambito di una tesi di un’allieva della SAF (F. Cappelli, Una brocchetta fatimida in cristallo di rocca dal Museo degli Argenti. Problematiche di intervento, relatori: G. Raddi delle Ruote, A. Giusti, S. Porcinai, M. Mosco, corso 2000-2004), a partire dallo studio di due grandi problematiche: la ricomposizione dei frammenti e la scelta di un adesivo idoneo all’incollaggio.

Per la ricostruzione, tra i vari sistemi presi in esame è stato scelto quello dei ‘ponti metallici’, il più idoneo a rimontare i frammenti con la massima precisione, tenendo presente che errori anche minimi nella collimazione delle fratture avrebbero potuto sommarsi tra loro compromettendo gravemente il risultato finale. Dopo aver preliminarmente ricostruito il manufatto con strisce di nastro adesivo, queste ultime sono state progressivamente sostituite con ‘ponticelli’ in filo di ferro zincato, posizionati a cavallo delle linee di frattura e fissati con due piccole gocce di cianoacrilato.

Dotata la brocchetta di una tale ‘armatura’ metallica, si è proceduto all’incollaggio definitivo, per il quale è stata individuata, dopo uno studio approfondito, una resina epossidica incolore, trasparente ed estremamente fluida in modo che, applicata con uno specillo lungo le linee di frattura, potesse penetrare nei giunti per capillarità. Con la stessa resina sono stare eseguite le stuccature necessarie, limitate alle  lievi scheggiature lungo le linee di frattura.

Con la collaborazione del settore Oreficerie, è stato eseguito il restauro della montatura in oro e smalti: dopo aver raddrizzato il lato deformato, è stato saldato a laser l’elemento superstite della dentellatura, quindi la montatura è stata riposizionata sull’orlo del beccuccio.

 

Bibliografia

- F. Cappelli, Una brocchetta fatimida in cristallo di rocca dal Museo degli Argenti. Problematiche di intervento, in A scuola di restauro. Le migliori tesi degli allievi dell'Istituto Centrale per il Restauro e dell'Opificio delle Pietre Dure negli anni 2003-2005, Gangemi Editore, Roma 2007,pp. 145-154