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Mosaico pavimentale policromo con motivi geometrici

Oggetto: Mosaico pavimentale
Autore: Arte romana
Epoca: III-V secolo
Materiali: tessere lapidee policrome
Misure (HxL): 243 x 253 cm (fonte bibliografica del 1931, relativa allo stato conservativo del mosaico prima del bombardamento)
Provenienza: Luni (scavo 1824)
Collocazione: Museo archeologico del Castello San Giorgio di La Spezia, già collezione Fabbricotti
Riferimento archivio restauri: G.R. 13955

Il mosaico, in tessere policrome di medie dimensioni, presenta una composizione di losanghe disposte in stelle a otto punte con motivi vegetali; ascrivibile ad una produzione locale di media qualità in ambito tardoantico, in origine decorava le superfici pavimentali di una domus nell’antica Luni. Insieme ad altri nove reperti musivi, fu rinvenuto nel 1824 in un terreno della facoltosa famiglia sarzanese dei Podestà e poi entrò a far parte della collezione Fabbricotti; pervenuto nelle collezioni civiche del Museo di San Giorgio, fu ridotto in oltre duecento frammenti di varie dimensioni a seguito dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

L’intervento di restauro, oggetto di una tesi di laurea della SAFS (A. Palla, Intervento conservativo sui frammenti di un mosaico del Museo archeologico della Spezia danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, relatori: F. Toso, M. Ciatti, A. Patera, A. Cagnini, F. Fratini, A.A. 2018-2019), è stato finalizzato a restituire unità di lettura e valenza estetica ad un’opera fortemente compromessa, che da decenni giaceva in deposito in avanzato stato frammentario. I fronti di ricerca sono stati molteplici: innanzitutto le indagini d’archivio hanno consentito di ricostruire un quadro chiaro sulle vicende conservative dell’opera e di rinvenire un’importante documentazione fotografica precedente al danneggiamento. Sulla base dei dati raccolti, la laureanda ha condotto un accurato lavoro di cernita, catalogazione e ricomposizione dei numerosi lacerti. Grazie all’osservazione autoptica ed all’ausilio delle indagini petrografiche, nonché del rilievo fotogrammetrico, è stato possibile risalire alla posizione originaria di circa una metà di essi. Una volta acquisiti i modelli tridimensionali dei vari elementi, la ricomposizione virtuale della parte superstite del mosaico ha guidato le successive operazioni di ricongiungimento fisico delle porzioni combacianti, preventivamente pulite e consolidate. Tutti i frammenti saranno infine disposti su un nuovo supporto unitario secondo una soluzione di ricontestualizzazione visiva che, nel rispetto dei principi di differenziazione e reversibilità, ne valorizzi la presentazione e la fruizione.

Bibliografia

- D. Alessi, A. Palla, A. Patera, F. Toso, Vecchi e nuovi restauri dei mosaici della collezione Fabbricotti nel Museo Civico della Spezia danneggiati durante la seconda guerra mondiale, in C. Cecalupo, M. E. Erba (a cura di), Atti del XXV Colloquio AISCOM (Reggio Calabria, 13-16 marzo 2019), Roma 2020, pp. 683-690.