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La Madonna con il Bambino di Santa Maria Maggiore

Pillole di restauro a cura di Marco Ciatti 
La Madonna con il Bambino di Santa Maria Maggiore 

Nel 2002 l’Opificio delle Pietre Dure presentava il restauro della Madonna di Santa Maria Maggiore di Firenze, opera in parte dipinta sul piano ed in parte in rilievo che aveva ricevuto attribuzioni divergenti, ma che era comunemente riferita a Coppo di Marcovaldo.

Le ricerche compiute spinsero a proporre una nuova datazione per cui l’opera era più antica di un secolo. Le indagini sui materiali, l’analisi tipologica ed iconologica, ed alcune scoperte hanno infatti spinto a retrodatare l’opera all’ultimo quarto del secolo XII, ad opera di un pittore formatosi nella cultura bizantina dell’Italia meridionale, forse la Sicilia.

Si trattava in realtà di un dipinto – reliquario perché le due teste in maggiore rilievo ancora contenevano delle reliquie ed un cartiglio con un’iscrizione frammentaria, ma paleograficamente databile al secolo XII, così come, secondo i risultati delle analisi archeometriche compiute, la preparazione ed il legno. Si tratta dunque anche di un caso metodologicamente interessante sul rapporto tra studi stilistici e indagini tecnico-scientifiche. 

Per approfondire: L’«Immagine antica» della Madonna col Bambino di Santa Maria Maggiore. Storia e restauro, a cura di M. Ciatti, C. Frosinini, Firenze, Edifir, 2002

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Copertina della pillola di restauro della Madonna col Bambino di Santa Maria Maggiore