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Il progetto della Pala di San Zeno di Andrea Mantegna

Pillole di restauro a cura di Marco Ciatti
Il progetto della Pala di San Zeno di Andrea Mantegna

Nel 2009 l’Opificio delle Pietre Dure presentava il restauro della Pala di San Zeno di Andrea Mantegna che aveva affrontato e risolto i gravi problemi conservativi della complessa opera e consentito alcune interessanti scoperte.
Prima dello smontaggio fu necessario realizzare una gigantesca radiografia a lastra unica per meglio comprendere la struttura e le modifiche intercorse nei precedenti interventi.
Le indagini diagnostiche, le osservazioni tecniche e la straordinaria immagine in Riflettografia IR permisero di scoprire alcune novità sulla genesi dell’opera.
Il dipinto era stato originariamente concepito come un’unica tavola con un ambiente architettonico con una grande volta arcuata. Successivamente le tavole erano state separate dopo la stesura degli strati preparatori.
Si nota anche una marcata differenza tra il disegno preparatorio della tavola di sinistra, quasi schizzato a mano libera, e delle altre, dove le figure sembrano desunte da un cartone.
La superficie pittorica grazie alla pulitura eseguita da Oriana Sartiani e Caterina Toso, ha recuperato la sua eccezionale qualità e raffinatezza. Il dipinto fu infine munito di un doppio sistema di conservazione preventiva sul retro.

Per approfondire: La Pala di San Zeno di Andrea Mantegna. Studio e Conservazione, a cura di M. Ciatti, P. Marini, Firenze, Edifir, 2009

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Copertina San Zeno Mantegna